Le pubbliche amministrazioni sono pronte per il cloud computing?

Venerdì, 11 Gennaio 2013 00:00
Le ragioni che impediscono al cloud computing di decollare nelle pubbliche amministrazioni sono diverse. E il problema sembra non riguardi solo l'Italia, ma anche altri Paesi.

Sembra che i responsabili acquisti di soluzioni cloud per le PA del Regno Unito non siano molto entusiasti di usare CloudStore, lo store di servizi cloud per le organizzazioni pubbliche della Gran Bretagna, inaugurato l'anno scorso. “Una pietra miliare nella strategia ICT del Governo, che permette di ottenere un sensibile risparmio e di avere un sistema di IT pronto per il XXI° secolo”: furono queste le parole di Francis Maude, ministro per l’Ufficio di gabinetto del Governo britannico, che accompagnarono il lancio del Government Cloud Store.

Negli USA, invece, Apps.gov, portale voluto da Vivek Kundra per l'acquisto di soluzioni cloud da parte delle amministrazioni, ha chiuso qualche mese fa. Lanciato nel 2009, offriva alle amministrazioni un processo di acquisto semplice e un catalogo di soluzioni SaaS (software as a service) certificate.

Anche in Italia il cloud computing stenta a decollare nelle PA, sebbene l'utilizzo di questa tecnologia porti notevoli benefici. Le ragioni sono diverse, ma tra queste, la principale riguarderebbe il fatto che l'adozione della cloud implica un salto culturale enorme, un salto per il quale le PA non sono ancora preparate. A tal proposito un articolo di Agenda Digitale — "Cloud computing nella Pa, ecco come lanciarlo" — scritto da tre docenti del Politecnico di Milano, affronta il problema, indicando le strade percorribili verso una community cloud con servizi condivisi.

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