USA: scuole ed enti pubblici passano al cloud computing. E le aziende?

Martedì, 26 Febbraio 2013 00:00
David Lintichum, in un articolo di InfoWorld, riflette sul gap esistente tra la velocità di conversione al cloud computing di enti pubblici e scuole rispetto a quella delle più grandi imprese del mondo.

Secondo un studio svolto da CDW Government, un fornitore di prodotti tecnologici e servizi per il settore pubblico, il 40% delle scuole primarie e secondarie degli USA sta passando al cloud computing per lo storage dei dati, cercando di trovargli anche altre applicazioni con conferenze e collaborazioni, il secondo servizio cloud più usato (36%) dopo Office e gli strumenti per la produttività (33%).

Considerando che molti sistemi scolastici sono sottofinanziati, come possono permettersi i servizi cloud? La verità è che non possono farne a meno, perché il cloud computing consente loro di risparmiare.

Infatti, enti pubblici statali e locali stanno passando al cloud computing più velocemente delle 2000 imprese più grandi del mondo. Sebbene le ragioni della non adozione della cloud includano la mancanza di chiarezza intorno all’uso di questa tecnologia, in molti casi il vero motivo è semplicemente la paura della novità e dei rischi della migrazione.

Secondo David Linthicum, autore dell’articolo pubblicato su InfoWorld, se nell’arco di 4 anni, l’utilizzo del cloud computing da parte di queste 2000 imprese raggiungesse ovunque il 30%, sarebbe un miracolo. Invece, questa percentuale arriverà solo al 3%-5%, nonostante scuole e aziende abbiano le stesse necessità di IT (storage, collaborazione e strumenti per l’office automation).

Quindi, il dato interessante è che le organizzazioni con meno soldi passeranno più velocemente alla cloud e ne trarranno altrettanto velocemente dei benefici. La conseguenza è che mentre una volta il termine “povero” era sinonimo di “scarsamente automatizzato”, d’ora in poi comincerà a significare “moderno”.

Schools, governments charge into the cloud -- why not businesses?

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