Dal CESE, nuove strategie per un'Europa on the cloud

Giovedì, 24 Gennaio 2013 00:00
Il CESE rivela i limiti delle azioni svolte finora dall'Unione Europea per la diffusione del cloud computing e indica nuove strade da seguire.

Secondo una relazione presentata da Eric Pigal, membro del CESE, il Comitato Europeo per gli Affari Economici e Sociali, le azioni svolte finora dall'Unione Europea a favore del cloud computing sarebbero prive di finalità e metodo. La relazione individua, inoltre, tre strade da percorrere affinché l'Unione Europea raggiunga l'obiettivo stabilito:

1. diffondere l'uso del cloud computing
2. sviluppare applicativi cloud based
3. creare infrastrutture cloud in Europa

L'ultima strada è quella più importante, perché permetterà all'Europa di non dipendere dai fornitori extraeuropei. Pigal ha affermato che "L'energia digitale, come altre fonti di energia quali il petrolio o il gas, è di importanza economica e strategica". Tuttavia, per farlo si dovranno eliminare gli ostacoli tecnici e normativi e, soprattutto, creare dei sistemi di certificazione per i provider di servizi cloud.

La presenza di operatori europei garantirebbe, tra l'altro, il rispetto delle norme in materia di privacy. A questo proposito, il CESE ha proposto l'istituzione di un sistema di risoluzione delle controversie online e la presenza di un'agenzia europea in grado di definire pratiche e regolamentazioni.

Inoltre, secondo il CESE, le attività di sensibilizzazione dovrebbero rivolgersi soprattutto agli utenti meno consapevoli, evidenziando i rischi e i vantaggi di questa tecnologia. Altrettanto importante sarà introdurre incentivi rivolti agli sviluppatori di servizi cloud based.

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